Bilancio positivo di questa edizione di Pitti Filati
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Edizione 99
26.06.2026
L’eccellenza della filatura internazionale investe in ricerca sui materiali, nuove combinazioni di colore, tecnologia e alta manifattura. Un’energia consapevole ha pervaso la Fortezza da Basso, portando un messaggio di fiducia e di determinazione a una grande parte del sistema moda internazionale e agli stessi consumatori.
Conoscevo già bene i contenuti di Pitti Filati e di Pitti Bimbo ma la full immersion di questi tre giorni in Fortezza da Basso è riuscita a sorprendermi ancora una volta  soprattutto per l’inesausta capacità di innovazione e l’alta qualità manifatturiera dei filatori da una parte e la freschezza stilistica, il dinamismo e l’energia allegra degli stand del Bimbo dall’altra. Se visti nella loro traiettoria di sviluppo i due saloni sono in una fase diversa l’uno dall’altro, ma per certi aspetti funzionale a una loro contemporaneità di svolgimento, tanto che non pochi compratori hanno colto l’opportunità di visitare entrambi gli appuntamenti. Dovremmo quindi arrivare a una presenza complessiva di circa 4.500 operatori economici e della comunicazione super selezionati, con una percentuale estera superiore al 40%: compratori, agenti di commercio e distributori, rappresentanti, giornalisti e rappresentanti dei media digitali e dei social. Pitti Filati si conferma come unico riferimento globale dei filati di altissimo livelloma anche fornitore di servizi e soluzioni all’industria della maglieria, dell’abbigliamento e del lusso, soprattutto grazie alle sezioni CustomEasy e KnitClub; il luogo da dove parte l’intero processo produttivo e creativo della moda, si lanciano le tendenze di colore, punti, uso dei materiali e tatto per i prodotti finiti che andranno nei negozi dopo 18 mesi. Una funzione – ben rappresentata nello Spazio Ricerca curato da Angelo Figus – che attira i creativi di altri settori, come l’interior design e l’automobile. Le filature si sono presentate sull’onda di un inizio 2026 complicato, quindi con molta cautela, ma i risultati e le presenze tra gli stand sono state superiori alle attese e sono in tanti a ripartire più sereni. L’edizione di giugno presenta le collezioni invernali, quindi la parte più cospicua della produzione e del fatturato delle filature: tra i circa 3.300 buyers, di cui oltre 1.700 esteri, spiccano gli uffici stilistici di tutti i più importanti marchi della moda e del lusso internazionali. Le maggiori affluenze sono registrate da Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Cina, Germania, Giappone, Turchia, Svizzera, Spagna, Cina-Hong Kong e Corea del Sud.

— Ivano Cauli, Amministratore delegato di Pitti Immagine